← Indietro Pubblicato da

“Sorellanza, unione e collettività”: l’8 marzo al Museo del Patriarcato e al Wall of Dolls

Alla Fabbrica del Vapore e in via De Amicis gli eventi organizzati per la giornata delle donne: “Vogliamo rispetto, non riscatto”

Dai workshop del Museo del Patriarcato (Mupa), alle Bambole di Pezza e Jo Squillo davanti al Wall of Dolls. Milano si è riempita di fiori e di iniziative per la giornata internazionale della donna.

Prima tappa alla Fabbrica del Vapore che accoglie fino al 21 marzo il Mupa, su iniziativa di ActionAid Italia. «Ero una sposa bambina, ma mia figlia non lo sarà». Recita una delle decine di frasi scritte su cartoline arrivate da tutto il mondo ed esposte in una delle sale. A scriverla è Shopmila, ragazzina di 14 anni dal Bangladesh, che si disegna adulta, immaginandosi una conversazione con la sua futura figlia. «Il museo nasce per costruire un racconto di esperienze, anche disturbanti, proprio perché possano aprire un dibattito — spiega Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid Italia —. Per la prima volta affrontiamo anche il tema delle disuguaglianze di genere nello sport, in occasione di Milano Cortina 2026».

Tra le installazioni che attirano di più c’è quella composta da tre manichini: una donna che parla al telefono mentre pulisce e bada al bambino; poco più in là, il padre seduto con tre bottiglie di birra vuote. «Vedi?», dice una mamma alla figlia indicando i manichini. «Qui fanno vedere come spesso si dia per scontato che la mamma deve fare tutto». Non mancano esposizioni su temi di revenge-porn, disparità salariale e femminicidi: chiude la mostra un vestito rosso con scritta sopra una frase troppo spesso rivolta alle vittime: «È colpa tua».

E se il Mupa ha aperto le porte per la prima volta a Milano, il Wall of Dolls ha attirato decine di persone con un djset di Jo Squillo, nel pomeriggio. «Abbiamo bisogno di rispetto e non di riscatto! Mondo, dove vai senza le donne?» grida al microfono. Mentre il volume della musica si alza sempre di più, le macchine di passaggio suonano i clacson e le persone ballano per strada e sui balconi. Sulle note di Resta con me anche Morgana Blue e Dani Piccirillo, delle Bambole di pezza che hanno appena conquistata il tredicesimo posto a San Remo. «Siamo state la prima band tutta al femminile sul palco dell’Ariston, ma non saremo le ultime. Ora che ci siamo prese il nostro spazio non ci fermeremo», commenta Piccirillo. E parlando della loro canzone dicono: «il messaggio è di sorellanza, di unione e di collettività». «Il patriarcato esiste davvero» commenta poi Blue che insieme a Jo Squillo spiega: «il nome della band è una provocazione per combatterlo, tutte noi dobbiamo “bambolizzarci”».

Davanti al cartellone con i volti delle vittime di femminicidio del 2025, è poi intervenuta Moira Cucchi, ambassador della onlus Wall of Dolls e sopravvissuta a violenza domestica: «Ringrazio i miei figli che mi hanno dato la forza di andare avanti e a tutti voi voglio dire, se vedete violenza non state in silenzio: denunciate sempre».

Link al sito: https://milano.repubblica.it/c...