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Santanchè: “Si lavora a revisione del calendario scolastico”. Il ministero: “Nessun piano concreto”

Per la ministra evitare la concentrazione delle vacanze in estate e nel periodo di Natale servirebbe a “favorire il benessere delle famiglie e la crescita del settore turistico nazionale”

“Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno, godendo del 100% del territorio e abbattendo i picchi che generano inefficienze e insostenibilità”. Così ha dichiarato la ministra del Turismo Daniela Santanchè, durante il Terzo Forum Internazionale del turismo in corso in questi giorni a Palazzo del Ghiaccio di Milano. Una delle proposte della ministra è quella di “allineare gradualmente il calendario scolastico a modelli europei più moderni”, evitando così la concentrazione delle vacanze in due periodi distinti dell’anno. Per Santanché concentrare le vacanze in estate e nel periodo di Natale “non agevola il turismo interno poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dell’alta stagione”. Il progetto, spiega ancora la ministra, è già in fase di confronto con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e avrebbe lo scopo di destagionalizzare i flussi turistici, favorendo il benessere delle famiglie e la crescita del settore turistico nazionale.

Il ministero dell’Istruzione, però, sul punto frena. “Allo stato – fanno sapere fonti vicine al dicastero guidato da Valditara – non ci sono proposte concrete su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno”.

Durante il Forum, Santanchè ha anche elencato alcuni punti fondamentali per far crescere il turismo durante tutto l’anno e in tutta Italia: oltre alla proposta revisione del calendario scolastico, sarebbe prevista una riforma strutturale delle imprese e delle loro dimensioni. “Dobbiamo ingaggiare le nostre migliori energie per combattere il minimalismo delle imprese del turismo”, ha proseguito, evidenziando anche l’importanza della gestione del capitale umano: “Se un’impresa cresce, anche chi ci lavora deve crescere”.

Infine, la ministra ha sottolineato la necessità di nuovi strumenti finanziari europei per “colmare fallimenti di mercato e rafforzare l’autonomia strategica e la competitività” e l’esigenza di una pubblica amministrazione efficiente per le imprese italiane.

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