I genitori scrivono al prefetto: “L’apertura dei Giochi è una festa, non chiudete le nostre scuole”
La presa di posizione arriva in risposta alla decisione di chiudere gli istituti all’interno della circonvallazione della 90/91 il 6 febbraio
Riteniamo che la chiusura delle scuole rappresenti una scelta problematica considerando il ruolo educativo, sociale e comunitario che svolgono quotidianamente nei quartieri». Questo è quanto si legge nella lettera indirizzata al prefetto firmata da Rete Scuole Aperte, che riunisce oltre 25 associazioni di genitori, insegnanti e cittadini del territorio milanese. La presa di posizione arriva in risposta alla decisione di chiudere le scuole situate all’interno della circonvallazione della 90/91 il 6 febbraio, giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi.
«In occasioni come queste si dà sempre per scontato che le scuole debbano chiudere», spiega la portavoce dell’associazione Stefania Leone, sottolineando come «la sensazione dei genitori è che le necessità dei più giovani finiscano sempre in secondo piano». Il malcontento nasce dall’esclusione degli studenti da «tutti quei valori sportivi di cui i giovani dovrebbero essere i principali destinatari», osserva Carlo de Vecchis, membro del direttivo genitori della scuola Fabbri. «Un appuntamento di tale portata avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione educativa e civica, mantenendo le scuole aperte e coinvolgendole attivamente», continua la lettera. «Anche solo accompagnare i bambini a piedi a vedere il passaggio della fiaccola sarebbe stato apprezzato», commenta Anna Guarneri, presidente dell’Associazione genitori della scuola Stoppani, dove è stato realizzato, anche grazie al contributo degli studenti, un museo permanente dedicato ai Giochi. «I bambini hanno lavorato attivamente e vengono penalizzati in questo modo: è mortificante», aggiunge.
Le preoccupazioni riguardano inoltre gli aspetti logistici e organizzativi, soprattutto per le famiglie più fragili, con figli piccoli e senza la possibilità di smart working. «Mi chiedo se non si possano modulare le limitazioni», afferma Lia Quartapelle, deputata del Pd, che ha inviato a sua volta una lettera personale al prefetto. «Mi pare importante riaprire la discussione, cercando quantomeno di mantenere aperte le scuole di prossimità che non alimenterebbero il traffico». In questo contesto, emerge il timore che «Milano rimanga solo uno sfondo» di un evento di portata internazionale, prosegue Quartapelle, e «il messaggio trasmesso sia quello di una priorità data all’aspetto commerciale», aggiunge de Vecchis. Anche Legambiente ha inviato una lettera al prefetto chiedendo che la chiusura «venga ripensata alla luce dei contenuti e dei valori dell’evento che questa scelta dovrebbe facilitare».
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