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Cloud-9, ecco la prima “galassia fantasma” senza stelle scoperta all’Università di Milano Bicocca



È stato il ricercatore Alejandro Benitez-Llambay del dipartimento di fisica dell’Università Milano-Bicocca, insieme a un gruppo di ricerca internazionale, a riconoscere un alone di materia oscura composto da idrogeno totalmente privo di stelle situato a circa 14 milioni di anni luce dalla terra. Grazie alla sua scoperta, lo studio di questo oggetto astrofisico ha potuto confermare il modello cosmologico teorico alla base e che descrive la formazione delle strutture dell’universo. Non a caso, Cloud-9 è il primo candidato certo a coprire il ruolo di oggetto astrofisico RELHIC (Reionization-Limited H I Cloud), già teorizzato dal gruppo di ricercatori, ma mai osservato prima. Si tratterebbe di un insieme di materia oscura che nonostante la presenza di idrogeno rimane priva di stelle.

Per questo viene anche soprannominata galassia “fallita” o “fantasma”. Cloud-9, pur avendo una massa di idrogeno significativa, non riuscirebbe a trattenere abbastanza gas da superare la pressione termica e dare il via alla formazione stellare al suo interno. Ecco spiegato il motivo per il quale si differenzia dalle altre galassie. “Cloud-9 non è una galassia, nonostante la sua massa e la presenza di gas”, precisa per l’appunto Alejandro Benitez-Llamba, sottolineando l’unicità di questo oggetto astrofisico. L’individuazione di Cloud-9 è stata resa possibile grazie all’utilizzo di telescopi di ultima generazione senza precedenti tra cui Hubble, telescopio spaziale puntato per ben 13 ore (otto orbite) complessive sull’alone di materia oscura. La sua ricerca risale già al 2023, in Cina, quando il radiotelescopio FAST ha intercettato il suo segnale radio, per poi essere osservato dal radiotelescopio VLA in New Mexico. La conferma definitiva della sua unicità arriva però solo grazie all’utilizzo di Hubble, constatando definitivamente l’assenza di stelle nell'area estesa per oltre 4500 anni luce.

“Le osservazioni con questo telescopio sono state una sfida logistica molto complessa” precisa Alejandro spiegando come Hubble stia operando in “modalità ridotta" a causa della lunga permanenza in orbita e dei malfunzionamenti che ne seguono. “La mancata rilevazione di stelle all’interno di questa nube è un passo fondamentale per la validazione del modello ?CDM (quadro teorico che descrive l’evoluzione e la formazione delle strutture dell’universo)” aggiunge infine il ricercatore di Milano-Bicocca. La scoperta mostra il confine tra aloni di materia oscura che diventano galassie e quelli che invece restano privi di stelle, “fantasmi”. Cloud-9 apre così nuove prospettive sullo studio delle galassie e dei processi che ne governano la loro formazione, presentandosi ai futuri ricercatori come uno strumento utile a ricostruire e spiegare con maggiore precisione la formazione delle strutture dell’universo.

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