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Il Quantum Timer che misura al milionesimo di secondo i tempi delle gare alle Olimpiadi

Nel padiglione Omega in San Babila Omega spiega come strumenti e tecnici cureranno i risultati di tutte le gare dei Giochi

In un contesto come quello dei Giochi Olimpici, dove anche un millesimo di secondo può determinare il vincitore, avere il personale e gli strumenti giusti per stabilire le tempistiche è fondamentale. Ad occuparsene da quasi cento anni, dal 1932, è Omega. All’interno del padiglione in piazza San Babila, inaugurato ieri per Milano Cortina 2026, l’azienda racconta tramite l’esposizione di cronometri di ultima generazione da un lato, e esperienze di realtà virtuali dall’altro, il sistema di conteggio che verrà messo in campo. Per queste Olimpiadi saranno 300 i professionisti e 250 i volontari Omega schierati tra tecnici e ingegneri, chiamati a garantire il corretto funzionamento degli strumenti di cronometraggio in una delle operazioni più delicate dell’evento.

«È una responsabilità enorme, i cronometristi e tutto lo staff non possono permettersi errori», ha spiegato Alain Zobrist, presidente di Omega Timing, intervenendo durante l’inaugurazione. «Ma siamo molto fortunati: abbiamo gli strumenti e il personale giusto». Zobrist ha sottolineato come gli stessi ingegneri che progettano le tecnologie di cronometraggio saranno presenti sui campi di gara durante i Giochi, a diretto contatto con gli strumenti che loro stessi hanno contribuito a sviluppare.

Quelli che un tempo erano cronometristi e cronometri meccanici sono oggi specialisti altamente qualificati supportati da tecnologie avanzate: dalle pistole elettroniche di partenza, che garantiscono condizioni identiche per tutti gli atleti, a quello che Zobrist definisce il «cuore del sistema», il Quantum Timer, un cronometro con una risoluzione di un milionesimo di secondo. A Milano Cortina debutterà inoltre una delle innovazioni più recenti di Omega: un’intelligenza artificiale in grado di associare il cronometraggio ad un’ampia gamma di informazioni aggiuntive. «I nostri team possono correlare parametri come l’angolatura degli sci, il vento o la lunghezza di un salto», spiega Zobrist. «In questo modo possiamo aiutare atleti e allenatori a capire dove si perde tempo e dove, invece, è possibile guadagnare punti», continua. Un dettaglio spicca però tra tutta questa tecnologia appesa alle pareti del padiglione: una campanella, la stessa che da sempre, e che anche quest’anno, verrà suonata manualmente all’ultimo giro delle gare.

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